ISELDO vino col fondo


Postato da: Utente Registrato il 02-08-2016. Visto 724 volte.

Oggi vi raccontiamo la storia di un vino prodotto nel vicentino che riprende vecchie tradizioni di produzione, che figli e nipoti hanno saputo riproporre.
Di seguito il racconto.


Iseldo  è  il  nostro  vino  Ancestrale  Col  Fondo.  Iseldo  è  tradizione, prodotto  dalle  uve  autoctone  Garganega  e  Durella  delle  colline vulcaniche del favoloso territorio di Gambellara. 
Iseldo, infine, ha anche una lunga storia da raccontare, portando il nome di chi, ormai trent’anni fa’, prima di tutti noi lo produceva e lo amava. Un vino commemorativo. Iseldo, l’Ancestrale Col Fondo, parla proprio di Iseldo, il Commendatore, che tanto amava presentarsi come tale.
Iseldo,  partito dal nulla da contadino di paese, sapeva  proporsi così bene che riuscì a diventare un vero e proprio personaggio. Così noi, per ricordarlo, abbiamo voluto riproporre il suo vino. Era l’inizio dello scorso settembre.  Affinché  si  potesse  ancora respirare la vera tradizione del Nonno Iseldo,  abbiamo  scelto  di  usare  lo  stesso  metodo  che  lui impiegava più di quarant’anni fa’.
Abbiamo selezionato uve della nostra zona collinare vulcanica, le abbiamo raccolte in cassetta, raffreddate e pigiate  sofficemente.  A  fine fermentazione, il vino  base  viene  lasciato riposare  e  maturare  sui  lieviti  fino  alla  Settimana Santa  dell’anno successivo. Solo durante la luna di Pasqua, viene imbottigliato a mano e rigorosamente con il tappo corona, come faceva il Nonno Iseldo.
Il tutto seguendo  il  vecchio  metodo  ancestrale, ovvero  sfruttando  il  leggero residuo  zuccherino della prima fermentazione per sviluppare una leggera  pressione in  bottiglia. Il  processo fermentativo  è lo  stesso dei più celebrati metodi classici ancestrali, la differenza è che non si effettua la sboccatura  ed  il  lievito  rimane  all’interno della  bottiglia  fino  al momento della degustazione. La rifermentazione in bottiglia permette al vino ancestrale col fondo di conservarsi nel tempo e i lieviti gli donano carattere e raffinatezza. Il  nostro  Ancestrale Col Fondo non viene chiarificato o trattato chimicamente;  i  profumi  di  lievito  e  crosta  di  pane,  assieme  alla  nota fruttata,  creano  un  bouquet  pieno  ed  inconfondibile,  mentre  il  sapore, fresco e vellutato, si differenzia per struttura e mineralità. Ogni annata assume proprietà distinte ed il tempo trascorso in bottiglia influenza le armonie  di  questo  vino,  determinandone l`unicità.  Dal  colore  giallo paglierino, presenta un perlage sottile e persistente. In bocca è vivace e perfettamente  equilibrato  da  una  buona  acidità.


Il  lievito  presente  sul fondo  della bottiglia gli conferisce morbidezza  e longevità. Proprio per questo  motivo,  prima  di  assaporarlo,  è  necessario capovolgere  e scuotere la bottiglia, affinché il fondo diffonda tutto il suo aroma. Iseldo  nasce  dalla  mente  e  dagli sforzi della Famiglia  Maule al gran completo. Hanno partecipato figli e nipoti, fratelli e sorelle, dai più grandi ai  più  piccoli.  Un  prodotto  che  abbiamo  voluto  fare  assieme  proprio perché parla di noi e della nostra storia. Tutto inizia durante una cena di famiglia,  a  casa  della  Nonna  Lieta.  I  più  giovani, come sempre, chiedono del Nonno Iseldo e vogliono ascoltare aneddoti ed esperienze passate che lo riguardino. Proprio così, è nata l’idea di riproporre il vino che a lui piaceva tanto, l’Ancestrale Col Fondo, un vino non vecchio, ma vintage. Da qui in poi, gli eventi sono stati tanti. A partire dalla creazione di un gruppo whatsapp “Ancestrale”, con membri zii e cugini, per dare un  tocco  veramente  personale  alle  fasi  di  realizzazione  del  nostro Ancestrale  Col  Fondo.  
Il progetto  era  quello  della  creazione  di  una nuova  etichetta,  che  rappresentasse  la  nostra  famiglia  e  in  primis  il Nonno  Iseldo.  Tutti  hanno partecipato,  seguendo  le  linee  guida assegnate  in  partenza,  e  hanno  presentato  una  loro  idea  su  come dovesse essere l’etichetta di Iseldo: tra le nove proposte, la vincente è quella che raffigura il leone di San Marco rivisitato in linea moderna. In sfondo la Basilica Palladiana di Vicenza e le colonne di piazza Biade. Ma non è tutto. La contro etichetta, infatti, riporta una poesia, scritta da una  delle  nipoti,  dedicata  al  Nonno  Iseldo,  che  ben esprime  il  suo essere: 


Di ancestrale passione racchiudo il fermento…di una vita il momento è il suono che sento! Esplosioni a sorriso…dipingo ogni viso! “turbio”…a modo mio...questo sono io… ISELDO! 

Degustiamo  allora ISELDO,  l’Ancestrale  Col  Fondo  o,  come  diceva  il Nonno  Iseldo, ”Vin Turbio”.  
Il  “fondo”  ne  esalta  il  gusto,  per  questo motivo va degustato come faceva lui e come ha  insegnato a me,  che ora ho l’onore di insegnare a Voi…..BEVIAMOLO TURBIO! 

Alcuni dati tecnici

Territorio: Gambellara / Vicenza/ Veneto
Terreno: Tufi basaltici terrosi collinari di origine vulcanica
Tipologia: bianco frizzante secco rifermentato in bottiglia naturale col fondo
Vitigni: uve autoctone Garganega e Durella coltivate sul suolo vulcanico del Gambellara
Sistema di allevamento: pergoletta trentina
Vendemmia: manuale in cassetta fine Agosto
Vinificazione: l`uva viene raccolta in cassetta, raffreddata e poi pressata  in modo soffice e il mosto ottenuto viene chiarificato tramite decantazione statica a freddo. Il mosto quindi fermenta in acciaio a temperatura controllata.
Affinamento: a fine fermentazione il vino viene mantenuto sui lieviti nei recipienti di acciaio inox fino alla settimana santa dell’anno successivo.
Rifermentazione in bottiglia: Durante la luna di Pasqua viene imbottigliato a mano come faceva il Nonno Iseldo più di 40 anni fa, rigorosamente con il TAPPO CORONA, seguendo il vecchio METODO ANCESTRALE.  Il vino termina la fermentazione alcolica trasformando gli zuccheri residui in alcool e anidride carbonica.
Gradazione alcolica: 11,5%
Zuccheri residui : zero
Lavorazioni: non filtrato, non chiarificato e senza aggiunte di solforosa prima dell’imbottigliamento. La CO2 è il suo conservante naturale.
Analisi fitofarmaci: la naturalità del vino è confermata dal residuo zero di prodotti chimici.





Per altre informazioni  www.iseldoancestrale.it 






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