“Un Mandarino per Teo” arriva al Teatro Verdi di Padova nella produzione della Teo Srls del Teatro de LiNUTILE


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L’11 ottobre 1960 gli spettatori del Teatro Sistina di Roma si trovarono di fronte ad un inquietante quanto intrigante quesito: “Se agli estremi confini della Cina vivesse un mandarino così ricco che le sue ricchezze fossero inestimabili e se a te, uomo, dicessero che, premendo un campanello, puoi far cadere morto quel mandarino senza che nessuno ne sappia mai niente, ed ereditare così le sue sostanze, tu, uomo, che faresti? Premeresti quel campanello?”.
Era la prima di “Un mandarino per Teo”, commedia musicale della premiata ditta Garinei e Giovannini (G&G), che sabato 28 gennaio 2017 alle 20.45 tornerà in scena al Teatro Verdi di Padova nell’allestimento della Teo srls, società di produzione del Teatro de LiNUTILE di Padova.
A curarne la regia sarà Stefano Eros Macchi, regista e attore teatrale e cinematografico, figlio del regista televisivo Eros Macchi e nipote dello stesso Sandro Giovannini.
Resa immortale dal successo musicale firmato da Gorni Kramer “Soldi, soldi, soldi”, che trasformava in musica i sogni e le speranze dell`Italia che stava cambiando, “Un mandarino per Teo”, tratta dalla novella del portoghese Eça De Queiroz, racconta la storia di Teo, una comparsa del cinema. Un giorno viene avvicinato da due individui che gli propongono un affare: premere un campanello per uccidere dall’altro capo del mondo un mandarino cinese ed ereditare così un sacco di soldi. Teo decide di premere e dopo pochi giorni, un notaio gli porta l’eredità del mandarino morto: un miliardo! All’inizio il protagonista se la spassa, trascurando la sua fidanzata Rosanella, amici e parenti; ma i sensi di colpa cominceranno a prendere piede e alla fine Teo per ritornare sui suoi passi dovrà rimettere insieme due milioni avuti in anticipo dal notaio diavolo.
L’opera è considerata tra le “più teatrali” della corposa produzione G&G, un tratto caratteristico che gli stessi autori tenevano a sottolineare per differenziare la loro opera da altri tipi di produzioni, quali i musical, di provenienza prevalentemente americana. La nuova commedia musicale parte, infatti, con un copione teatrale ben preciso, a cui poi si aggiungono le musiche, le canzoni, i balletti e le coreografie. Con “Un mandarino per Teo”, scanzonato e satirico inno al benessere, la commedia musicale italiana giunge alla sua più fortunata stagione: il modello creato da G&G si impone infatti definitivamente sulle scene nazionali, rinnovando definitivamente i canoni del genere della rivista.
«Con la messa in scena di “Un Mandarino per Teo” – racconta Stefano Eros Macchi - vogliamo ridare attenzione a un genere molto amato dalla gente, in cui gli italiani stessi sono in grado di riconoscersi. La commedia musicale all’italiana infatti gioca con ironia sui pregi e sui difetti degli italiani, da nord a sud: risalta i loro valori insiti nella famiglia, nella loro cordialità, nella loro allegria nonostante le difficoltà della vita, ma ne rivela le altrettante insicurezze, a tratti il bigottismo e le loro malizie».
Nel cast della nuova produzione: Silvio Laviano (Teo), Annalisa Dianti Cordone (Rosanella), Marta Bettuolo (Zia Gaspara/Soubrette), Vittorio Attene (Notaio), Lahire Tortora (Ignazio), Luca Trombini (Idraulico/regista/cinese), Stefano Eros Macchi, che oltre a curare la regia della commedia recita anche la parte del produttore e Sara Sarnataro (angelo biondo).
La struttura coreografica e i costumi della nuova produzione si ispirano al periodo storico di ambientazione della commedia nell’Italia degli Anni ’60. Le coreografie di Caterina Di Napoli, riflettono la leggerezza e la spensieratezza negli atteggiamenti delle ballerine del corpo di ballo Danza City.  I costumi di Marta Mazzucato e Martina Pretto, giocano sapientemente tra i colori pastello delle scene “reali” a cui si contrappongono i colori accesi e violenti delle scene di sogno e di desiderio.
I brani scritti da Kramer per lo spettacolo sono stati orchestrati dal compositore e pianista Alessandro Cesaro, che ha trascritto e ricreato le musiche avendo presente da una parte la fedeltà all’originale gusto armonico e al colore dell’orchestrazione, dall’altra il suono particolare e lo stile esecutivo dell’Orchestra di Padova e del Veneto, cui di deve la registrazione dei temi musicali.
Il tutto inserito in un impianto scenografico in cui la tecnologia di luci e video si sostituisce alla scenografia tradizionale. Pochi gli elementi, sufficienti a rievocare lo stile e lo spirito originario riletti, tuttavia, in chiave contemporanea.
Per informazioni
Biglietteria del Teatro Verdi

via dei Livello n.32 – Padova
orari: lunedì dalle ore 15,00 alle ore 18,30;
da martedì a venerdì dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 18,30;
sabato dalle ore 10,00 alle ore 13,00
Prevendita online presso: www.teatrostabileveneto.it

Teo Srls

info@teo-srls.it

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