Villa Da Porto Casarotto

villa da porto

Paese - Provincia

Dueville (VI) (VI)

Sito web della villa:


www.villadaportocasarotto.com

Riferimenti e Contatti:

Via Da Porto, Dueville (Vicenza)
Tel 0444 - 590709/0444 - 514458
Fax 0444 - 360821

info@villadaportocasarotto.com

Descrizione:




Storia:

dal sito della villa

Villa storica a Dueville (Vi) a disposizione per l'organizzazione di ricevimenti, feste di gala, matrimoni, cene aziendali, servizi fotografici, sfilate di moda a Vicenza

"Dalla strada che da Vicenza conduce a Bassano, dopo Polegge e poco prima del cavalcavia di Povolaro, si diparte a sinistra un lunghissimo rettifilo alberato che mena alla Villa Da Porto. Subito intravvedi al termine della prospettiva verde il superbo pronao; via via che ti avvicini la villa ti appare sempre più monumentale; giungi al cancello e ti impressiona la sua mole grandiosamente altera. Mai forse, in tutto il neoclassicismo europeo fu detta parola più devota al Palladio: e qui a pronunciarla fu il massimo architetto veneto del tempo - Ottone Calderari - che la costruì nel 1770.

La Villa si compone di tre blocchi: il pronao, che si allunga nella scalea; il corpo da cui energicamente avanza e le due ali un po' arretrate. Un quarto blocco l'avrebbero formato due portici, ma non furono nemmeno iniziati. La Villa si alza su tre piani: sopra il pianterreno, che ne costituisce lo zoccolo, si trova il piano nobile e sopra ancora l'attico. Il pronao jonico fa cadenza con un fusto di colonna, accoppiato a un pilastro: il profilo rigido di questo determina il primo duro passaggio nell'articolazione dei tre blocchi. Nei due voltatesta del pronao Calderari stacca, seppur di poco, il pilastro d'angolo dall'arco, collegandosi strettamente alla soluzione palladiana della Rotonda. La trabeazione dell'ordine si semplifica nelle pareti adiacenti, tramutandosi in alta fascia che vigorosamente lega e rinforza la struttura. Nei due campi di parete ai lati del pronao, le finestre dello zoccolo e del sottotetto s'aprono a labbro vivo, mentre quelle grandi del piano nobile sono incorniciate da modanature di ascendenza cinquecentesca che si curvano al sommo nel frontoncino curvilineo. Le pareti si sviluppano lisce, soltanto rigate da fasce, più o meno alte, a vari livelli. Le due ali arretrate sono al contrario rivestite di bugne gentili e il loro reticolo crea una lieve increspatura pittorica che le differenzia ulteriormente dal secondo blocco. La pianta lucidissima nella distribuzione dei vani sembra un compromesso tra vari schemi compositivi del Palladio.
Ai lati l'architetto pose le due scale simmetriche che impediscono alle sale laterali di disporsi parallelamente alla facciata, formano così il primo avvio alle sequenze degli spazi periferici al salone meridiano. Il piano nobile, che avrebbe assunto dimensioni di eccezionale misura e di fasto inusitato, sarebbe stato costituito da una trama di ambienti comunicanti, mentre l'immenso spazio mediano avrebbe mantenuto il rigore del suo involucro prismatico, con il suo soffitto a lacunari.



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