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CIRO PALUMBO EL INGENIOSO DON QUIJOTE Dipinti Sculture Disegni

VENEZIA Mostra

Date: 02/09/2023 - 30/09/2023

Luogo: Venezia

279 visualizzazioni




 


CIRO
PALUMBO


El
ingenioso Don Quijote



Dipinti Sculture Disegni


A cura di Anna Caterina Bellati


Curated by Anna Caterina Bellati


 


INAUGURAZIONE


 


 


Sabato
2 Settembre 2023 ore 17 /
September
2nd - 5pm



 


Performance teatrale ore 18.00 / 6pm


“Io, Don Chisciotte. Storia quasi eterna di un
cavaliere errante”



Screenplay by Anna Marchitelli, played by
Ettore Nigro, music by Mario Autore



 


 


 


FONDAZIONE
MARCHESANI



Dorsoduro 2525 - Venezia


 


 


Aperture


Open
from



03
> 30 Settembre / September 2023



 


Orari


da Martedì a Giovedì 15 > 19


da Venerdì a Domenica 11 > 19


Hours


Tuesday to Thursday 3pm > 7pm


Friday to Sunday 11am > 7pm


 


Organizzazione /
Organization



Fondazione Giorgio e Armanda Marchesani


Bellati Editore


ARCHEION - Archivio Ciro Palumbo


 


Curatore / Curator


Anna Caterina Bellati


 


Ufficio Stampa /
Press Office



Bellati Editore - info@bellatieditore.com


Markab e Inside – Torino


 


Ideazione Grafica /
Graphic Design



Markab e Inside – Torino


 


In
collaboration with



ARCHEION - Archivio Ciro Palumbo


DADART Art Contemporary


BELLATI EDITORE


 


 


Contatti


info@fondazionemarchesani.org


info@bellatieditore.com


studiodartepalumbo@gmail.co,o


 


phone  + 39 041 308 4944


            +39  333 2468331


 


Come
raggiungerci:
in vaporetto linea 2 – da Tronchetto, fermata San Basilio


a
piedi
da Piazzale Roma - 5min.; da Gallerie Accademia - 10min.


How
to get here:
public boat line 2 - leaving from Tronchetto, Stop San
Basilio


On
foot
from Piazzale Roma - 5min.; from Gallerie Accademia -
10min.


 


PRESENTAZIONE


 


El ingenioso hidalgo
don Quijote de la Mancha nella lettura poetica di un artista in bilico tra
Terra e Infinito



 


di Anna Caterina Bellati


 


“Lettore mio, che non hai nulla di meglio da fare,
senza che io te lo giuri puoi credermi che questo libro, come figlio
dell’intelletto, avrei voluto che fosse il più bello, il più robusto e il più
intelligente che si potesse immaginare”
.
(Don Chisciotte della Mancia, Prologo)


 


Questa narrazione non
illustra la saga di Don Chisciotte accompagnandolo nelle sue molte prove mai
risolte, se non con la morte dell’eroe/antieroe. Davanti agli occhi
dell’osservatore sciorina semmai un duplice registro, sotto traccia quello
della Storia (che nel romanzo gira in tondo a volte [s]perdendosi); in evidenza
quello di una sana follia che accomuna molti di noi, chi più chi meno. E questo
accade con l’introduzione di elementi simbolici trasfigurati, ricorrenti
nell’opera di Palumbo, a corroborare l’idea che il protagonista sia una figura
eterna, disponibile a reincarnarsi in qualunque tempo, in qualunque mondo.



L’artista di origini
napoletane, nato a Zurigo e cresciuto a Torino, invita dunque a una
decifrazione accreditabile al contemporaneo del capolavoro di Cervantes. (
Prologo)


 


 


Da un lato c’è l’inquietudine di un cavaliere armato solo
dell’illusione di riuscire a trasformare la realtà in sogno, quando la sorte
ingrata di Sancio impone allo scudiero di alimentare la certezza del
quotidiano, quella pacata corrosiva inerzia che alla fine sconfigge la purezza
della follia. Il loro continuo scambio di esperienze, quasi un travaso di
pensieri tra i due protagonisti, induce nello svolgersi del romanzo dubbi,
abitudini mentali, corroboranti speranze e ancora paure, o catastrofici dilemmi
che trascorrono dall’uno all’altro in un gioco di rimandi senza soluzione di
continuità.


Dall’altro c’è la tensione emotiva, lo sforzo di un
pittore-scultore che si cimenta nell’impresa di riuscire a combinare i temi
dell’opera di Cervantes con gli elementi fondamentali di cui sono intessuti i
cicli pittorici che hanno scandito il suo percorso artistico. Non dunque
rilettura o illustrazione ma una analisi comparata, a distanza di secoli, per
verificare quanto di quella Storia sia ancora coniugabile con il presente e
accertare se lo sguardo contemporaneo verso se stessi e verso il cielo fosse
già in nuce nel lavoro del grande
spagnolo.


 


Aggiungo che il poeta naturale e spontaneo che si
aiuta coll’arte sarà migliore e superiore a colui che, soltanto perché conosce
l’arte, vuol essere poeta. E la ragione è questa: che l’arte non può superar la
natura, ma soltanto perfezionarla, e quindi soltanto dall’unione dell’arte con
la natura e della natura con l’arte può uscire un perfetto poeta.
(Don Chisciotte
della Mancia
, Tomo 2: Capitolo XVI)


 


 


Il Don Chisciotte
è un’opera monumentale nella quale i personaggi sfuggono persino al loro
autore, fatto che li espone a una imprecisabile congerie di interpretazioni.


Il medesimo accade all’indagine immersiva condotta per
realizzare questo gruppo di opere che hanno determinato Palumbo a una lotta
furibonda contro il tempo, generando il bisogno di fermare su carta o tela o
nel gesso le idee affollate nel cuore e nelle mani.


Di fronte a uno dei classici della cultura mondiale il
nostro artista si lascia sorprendere e catturare dalla curiosità e dalla magia
del narrato; così la materia poetica conquista una propria identità tracimando
dai percorsi metodologici preferenziali già collaudati. Nel decifrare i mille
rivoli in cui si dispiegano le vicende dell’hidalgo,
Palumbo affronta i contenuti di ogni tela disegno preparatorio scultura
lasciando molte più variabili alla passione e alla sorte di quanto non gli sia
mai accaduto in precedenza. E scoprendo nel fare arte un nuovo linguaggio che
non modifica né la sua tavolozza né i suoi archetipi, ma conferisce a questo corpus di opere la volontà di
confrontarsi con l’altro, capirne a fondo l’anima per diventare in certa misura
“quel” cavaliere.


Il modo di esprimersi di Don Chisciotte dice di un
personaggio colto e articolato che vive spera duella e sogna dentro una
sintassi precisa e pulitissima, riuscendo a mantenersi elegante in qualunque
situazione; Palumbo a sua volta piega i propri codici espressivi a quella figura
malinconica e preromantica regalandole persino soddisfazioni inattese. Come il
fidato Ronzinante che addirittura acquisisce l’aspetto di un animale superbo in
grado persino di volare. Imboccata la strada di questo dialogo serrato,
bisognerà quindi verificarne la tenuta.


 


 


Anna Caterina Bellati


Curator of El ingenioso Don Quijote


 


Direzione Artistica Fondazione Giorgio e Armanda Marchesani


Venezia


02 September 2023

fino al 30 September

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