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Rassegna cinematografica Paesaggi che cambiano


Tipologia:

Mostra Esibizione

Quando:

Dal 17 Ottobre 2014 al 10 Dicembre 2014

Dove:

Treviso in provincia di TREVISO

Descrizione:

La Fondazione Benetton Studi Ricerche affronta anche quest’anno con il linguaggio filmico i temi al centro del suo lavoro: il paesaggio, le sue trasformazioni, la cura dei luoghi da parte delle comunità che li vivono.

Venerdì 17 ottobre inizia, nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, la nuova edizione della rassegna cinematografica Paesaggi che cambiano, che proporrà documentari e film narrativi in due cicli di proiezioni, il primo fra ottobre e dicembre 2014, il secondo fra febbraio e aprile 2015.

L’iniziativa è dedicata al grande poeta Andrea Zanzotto, a tre anni dalla scomparsa, per ricordarne l’impegno infaticabile nella difesa dei paesaggi e dei luoghi e l’intensità con cui ha saputo decifrare e raccontare il senso di perdita del paesaggio come, anche, perdita di una parte di sé.

 

Spiega la curatrice Simonetta Zanon «continuiamo a credere nel cinema come strumento efficace di racconto della realtà e creazione di una sensibilità artistica e sociale indispensabile per il nostro stare al mondo e, in particolare, per affrontare i temi che, nell’impegno quotidiano del nostro mandato, ci stanno maggiormente a cuore e chiamano in causa le relazioni che tutti, da individui singoli o da appartenenti a gruppi e comunità, piccole e grandi, instauriamo con i luoghi della nostra vita.

Attraverso il cinema documentario, ma non solo, la rassegna propone una riflessione aggiornata sui paesaggi che cambiano, privilegiando racconti di luoghi in qualche modo familiari e sguardi diversi, che includono quelli vivaci e spontanei di ragazzi e ragazze che, affrontando per la prima volta il mestiere del cinema, pongono, molto opportunamente, questioni problematiche per le quali urgono idee e proposte concrete. I film in programma raccontano le scelte coraggiose e l’impegno quotidiano di alcune persone, storie che rappresentano tante piccole luci in un panorama generale che resta cupo, nel quale la disattenzione a tutti i livelli, l’incuria diffusa, e a volte purtroppo anche una consapevole disonestà, generano nei nostri paesaggi disastri irreparabili».

 

La rassegna si aprirà venerdì 17 ottobre alle ore 21 con l’incontro pubblico con proiezioni Sguardi dalle periferie (serata inaugurale a ingresso libero).

Stefano Collizzolli (regista) e Laszlo Rinaldi (fotografo) condivideranno con il pubblico l’esperienza di video partecipativo condotta con l’associazione culturale ZaLab. Alla presenza di alcuni dei giovani autori saranno presentati i documentari La Regola di Patrick Grassi (Italia, 2013, 16’), Vite dal campo di Sandra Kyeremeh (Italia, 2013, 8’ 20”) e Nessuno mi piange di Silvia Giosmin (Italia, 2013, 12’ 29”), prodotti nell’ambito del laboratorio Il racconto del reale, e i cortometraggi The park (6’), Can Battlò (4’31”) e Can Masdeu (4’56”), realizzati in tre giorni dai partecipanti al seminario internazionale Regards de banlieue.

ZaLab, fondata da Alberto Bougleux, Matteo Calore, Stefano Collizzolli, Maddalena Grechi, Andrea Segre, Sara Zavarise, produce laboratori di video partecipativo e documentari in contesti interculturali e in situazioni di marginalità geografica e sociale.

 

Mercoledì 29 ottobre alle ore 21 è in programma la proiezione di Cheyenne, trent’anni (durata 58’, Italia, 2008), regia di Michele Trentini con Maria Cheyenne Daprà (auto-regia) e Marco Romano (assistente alla regia). La storia di Cheyenne e della sua insolita e coraggiosa scelta di dedicarsi alla pastorizia impegnandosi nella cura e nel mantenimento del paesaggio e nella difesa della natura. Nata in Baviera, dopo aver frequentato in Germania una scuola per pastori e aver lavorato come transumante nella Foresta Nera e in Svizzera, Cheyenne nel 2001 si è trasferita in Val di Rabbi, in Trentino, e ha iniziato con il suo gregge una carriera faticosa ma ricca di soddisfazioni e ben lontana dalle incertezze e dalla precarietà che contraddistinguono la sua generazione. La costruzione dei recinti, la cura delle malattie delle pecore, le transumanze nella valle, il pascolo in solitudine e l’incontro con qualche gruppo di turisti scandiscono l’estate di Cheyenne.

Maria Cheyenne Daprà, Marco Romano e Michele Trentini presenteranno e commenteranno il film.

 

Mercoledì 12 novembre alle ore 21 si terrà la proiezione di Tera pustota di Valeria Davanzo (durata 29’, Italia, 2013).

Nella tera pustota, la terra delle campagne venete che un tempo veniva lasciata ciclicamente incolta per potersi rigenerare, la natura oggi si riprende i suoi spazi in modo libero originando “un’altra terra” ricca di inventiva biologica, colonizza i luoghi dove l’uomo non riesce ad arrivare con i suoi strumenti meccanici e si riorganizza spontaneamente secondo un proprio rinnovato ecosistema. A partire da questi ambiti abbandonati, il film propone un momento di riflessione sulla attualità del paesaggio che ci circonda e ci appartiene, sul significato che assume per il nostro benessere e la nostra ricerca continua di bellezza e serenità.

Valeria Davanzo presenterà e commenterà il film assieme a Livio Ceschin, Fabio Franzin, Francesco Vallerani e Michele Zanetti che hanno contribuito alla sua realizzazione.

 

Il ciclo proseguirà mercoledì 26 novembre alle ore 21 con Piccola patria di Alessandro Rossetto (durata 110’, Italia, 2013).

Due ragazze, un’estate calda e soffocante, il desiderio di andare via da un piccolo paese di provincia nel Nordest. Luisa, Renata e Bilal – il fidanzato albanese di Luisa – vogliono lasciare la piccola comunità che le ha cresciute, tra feste di paese e raduni indipendentisti, famiglie sfinite e nuove generazioni di migranti presi di mira da chi si sente sempre minacciato e tenta di difendere rabbiosamente l’identità perduta. Le vite delle due giovani raccontano la storia di un ricatto, di un amore tradito, di una violenza subita. Storie che si svolgono in un paesaggio devastato, certamente non estraneo allo smarrimento e al disagio diffuso che esprimono tutti i protagonisti, e che viene osservato dall’alto, mentre un coro alpino, solenne e sorprendente, avverte che dove “i boschi hanno perso la pace” il dramma incombe.

Alessandro Rossetto e Mirko Artuso presenteranno e commenteranno il film.

 

Mercoledì 10 dicembre alle ore 21 sarà proiettato il documentario d’inchiesta Giace immobile di Riccardo Maggiolo (durata 89’, Italia, 2013).

Metà della ricchezza privata degli italiani è costituita da beni immobiliari e l’edilizia, a seguito di una crescita esponenziale durata quarant’anni, è il più grande settore economico in Italia.

Nonostante il crollo del numero di compravendite degli ultimi cinque anni, i prezzi hanno subito solo una lieve flessione. Il mercato è in forte disequilibrio, oltre ad essere gravato da un’enorme mole di invenduto e di edifici abbandonati, incompleti, decadenti e un’implosione del settore è un’ipotesi tutt’altro che remota. Eppure si continuano a costruire progetti sempre più grandi. Perché? Il film presenta un’analisi lucida e impietosa sul crollo del mito italiano del mattone, un viaggio oscuro tra speculazione edilizia, usura bancaria, miopia politica, fallimenti aziendali, devastanti alluvioni e un enorme, irreversibile consumo di suolo.

Riccardo Maggiolo e Tiziano Tempesta (dipartimento Territorio e Sistemi Agro Forestali Università degli Studi di Padova) presenteranno e commenteranno il film, con Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton.

 

 

Auditorium spazi Bomben, via Cornarotta 7, Treviso. Ore 21.

Ingresso unico 4 euro, serata di apertura a ingresso libero.

Schede informative consultabili nel sito: www.fbsr.it  

Per informazioni: Fondazione Benetton Studi Ricerche, tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it.




Evento visitato 865 volte, inserito il 15/10/2014 da Utente Registrato


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