FUTURE LANDSCAPES - BORDERS ART FAIR 2025
Date: 25/07/2025 - 07/08/2025
Luogo: Palazzo Albrizzi-Capello Associazione Culturale Italo-Tedesca (ACIT), Cannaregio 4118, Venezia
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ITSLIQUID Group, in collaborazione con ACIT Venezia - Associazione Culturale
Italo-Tedesca, è lieta di annunciare l’apertura di FUTURE LANDSCAPES, ultimo
appuntamento della BORDERS ART FAIR 2025, che si terrà a Venezia presso Palazzo
Albrizzi-Capello il 25 luglio 2025. La mostra resterà aperta fino al 7 agosto, in
concomitanza con la 19a Biennale di Architettura di Venezia. Con la partecipazione di oltre
100 artisti provenienti da più di 30 paesi, questa edizione rappresenta un’occasione per
confrontarsi con aspetti inesplorati dell’esistenza e dell’identità umana.
https://www.itsliquid.com/opening-future-landscapes-venice-2025.html
INAUGURAZIONE
25 luglio 2025 | ore 18:00
Palazzo Albrizzi-Capello
Associazione Culturale Italo-Tedesca (ACIT), Cannaregio 4118, Venezia
Orari di apertura | Lunedì – Venerdì, 09:30 – 17:30
Contemporaneamente alla collettiva FUTURE LANDSCAPES, Palazzo Albrizzi-Capello
ospiterà anche la mostra personale del fotografo statunitense Christopher B. Fowler,
curata da Luca Curci. Fowler propone una visione della fotografia come percorso rigoroso
alla ricerca della verità e della luce nascosta nelle cose. La sua tecnica è essenziale e
lontana dalla manipolazione digitale: niente Photoshop né filtri, solo semplici tagli e
regolazioni di base. Usa un unico obiettivo e prospettive grandangolari per cogliere la
piena profondità delle scene e offrire allo spettatore un’esperienza autentica, senza filtri, in
connessione diretta con l’essenza dei soggetti. Il suo lavoro esprime un impulso
profondamente umano: la spinta creativa a osservare, comprendere e interpretare il
mondo che ci circonda.
La creatività umana non conosce confini e continua a manifestarsi in ogni angolo del
pianeta. Da millenni, usiamo immaginazione e ingegno per modellare i nostri paesaggi.
Oggi le città sono protagoniste di un cambiamento estetico che cerca un nuovo equilibrio
tra uomo e natura: un’armonia non solo ecologica ma anche emozionale ed estetica.
Abbiamo di fronte grandi sfide che richiedono nuovi linguaggi e visioni per creare spazi
inediti, affascinanti, aperti. Il nostro obiettivo è immaginare paesaggi futuri senza barriere
mentali o fisiche, dove l’essere umano possa esprimersi in piena libertà.
In linea con questa riflessione, il fotografo italiano Nicolò Orsi Battaglini unisce rigore
scientifico e sensibilità artistica. Per lui, la macchina fotografica non è solo uno strumento
tecnico, ma un mezzo d’indagine che svela dettagli nascosti e ne mette in luce i legami
con sistemi più ampi. Le sue immagini sono studiate con attenzione e costruite con
equilibrio tra il dettaglio ravvicinato e lo sguardo d’insieme, invitando a una lettura più
consapevole e profonda del mondo. Con un approccio del tutto diverso l’artista spagnola
Nluz Love usa la fotografia digitale per esplorare il dialogo tra l’eredità artistica e la
tecnologia contemporanea. Attraverso sperimentazioni visive, il suo lavoro rievoca lo
spirito di Pablo Picasso, fondendo architettura e innovazione creativa per raccontare un
messaggio senza tempo: un ponte tra passato, presente e futuro che riflette su come la Pur concentrandosi sulla figura umana, Bela Gutman affronta i temi della forma, della
tensione e delle relazioni spaziali come metafora della creatività: un equilibrio tra emozioni
interiori e contesti esterni. Le sue opere, ricche di strati e texture, evocano paesaggi
interiori, psicologici, specchio delle complesse dinamiche tra bisogni umani e ambiente
urbano. Un linguaggio simile - fatto di contrasti tra linee delicate, tratti marcati e superfici
vibranti - emerge nelle illustrazioni digitali di Selma Imrenk: una pratica intuitiva, guidata da
emozioni, ricordi e impressioni spontanee, in costante dialogo tra forza, dolcezza e
invisibile.
L’artista Minquan Wang, invece, intreccia architettura, urbanistica e critica sociale per
ripensare il legame tra memoria individuale e spazio pubblico. Attraverso modelli e progetti
concettuali, immagina un sistema in cui gli oggetti personali vengano custoditi in moduli
architettonici, trasformando il rito della sepoltura in un monumento partecipativo, vivo,
inserito nel tessuto urbano. A questa visione si collega l’approccio più intimo e poetico di
Vivi, che trasforma la memoria in immagini di luce e forma. Le sue fotografie creano
esperienze visive brevi e immersive, in cui la geometria e la luce danno vita a nuove
realtà, fatte di eleganza e silenzio.
Attraverso un contatto diretto con l’argilla e una profonda attenzione alle superfici, Marie
Puybaraud dà voce a una creatività primordiale che connette passato e futuro. Le sue
sculture, sospese tra astrazione e figura, si ispirano a forme rituali arcaiche: l’artista
modella colpendo e premendo l’argilla, arricchendola poi con smalti ceramici colorati,
ossidi naturali e patine elaborate. Il risultato è un equilibrio tra materia e spirito, un
richiamo alla quiete, all’interiorità e alla connessione umana universale. Un’esplorazione
parallela, concentrata sul colore e sul movimento, è quella della pittrice francese Jeanne
Marette, che lavora con inchiostri su carta pregiata di grande formato. Con l’uso sapiente
del blu, Marette richiama gli elementi naturali dell’aria e dell’acqua; riducendo le forme
all’essenziale, le sue opere trasmettono leggerezza, energia e spiritualità, combinando
forza espressiva e grazia visiva.
CK Maurer, con il progetto “Synthetic Realities”, dissolve i confini tra natura, identità e
tecnologia. Attraverso una collaborazione con l’intelligenza artificiale, fonde volti umani
iper-realistici con forme sintetiche e surreali, creando immagini che mettono in discussione
ciò che è naturale e ciò che è artificiale. Il suo metodo alterna intenzione artistica e
imprevedibilità algoritmica, lasciando spazio alla sorpresa generata dalla macchina ma
mantenendo sempre una forte componente emotiva e umana. In questo modo, Maurer ci
invita a riflettere su come l’intelligenza artificiale stia trasformando la percezione,
l’autenticità e la nostra idea di realtà. In sintonia con questa visione, l’artista autodidatta
Dimitra Papageorgiou lavora principalmente con olio e acrilico su tela, legno di recupero e
legno levigato dal mare. Con spatole e pennelli costruisce superfici ricche di movimento e matericità. Si ispira alla forza e alla bellezza della natura - orizzonti marini, coste selvagge,
fiori - rielaborando queste visioni attraverso una sensibilità personale. Le sue opere
catturano l’energia emotiva dei paesaggi naturali, fondendo realtà e immaginazione per
evocare libertà, equilibrio e l’armonia eterna che attraversa il mondo naturale.
25 July 2025
fino al 07 August