Albo d’Oro degli Ingegneri e Architetti di San Marino, Maria Alessandra Segantini è la prima donna a ricevere l’iscrizione ad honorem


Postato da: Utente Registrato il 17-05-2024. Visto 70 volte.
Si è conclusa la rassegna di Architettura ARCHIDAYS 2024 con una lectio magistralis al Teatro Titano dedicata al ruolo delle donne architetto nella società. Segantini, premiata dopo Lord Norman Foster: “Le città sono progettate avendo riferimento il pendolare tipico, che si muove velocemente tra casa e lavoro. Le donne invece costruiscono città inclusive, infrastrutture che riflettono i tempi lenti di bambini ed anziani. Serve riprogettare le città con un dna femminile”

 
Nuovo riconoscimento per lo studio C+S Architects con sede tra Londra e Treviso. Luca Zanotti, presidente dell’Ordine degli Ingegneri e Architetti di San Marino ha invitato come ospite d’onore l’architetto Maria Alessandra Segantini a declinare la professione al femminile chiudendo le quattro giornate ARCHIDAYS 2024 al Teatro Titano di San Marino. Al termine della lectio magistralis Segantini, con il socio Carlo Cappai, sono stati insigniti dell’iscrizione all’Albo d’Oro, che consente loro di poter esercitare la vita la professione nella Repubblica di San Marino. 
Al termine della conferenza il Presidente ha consegnato a Cappai e Segantini la pergamena di iscrizione all’Albo d’onore, la spilla, il timbro e l’Albo d’Onore che gli architetti restituiranno entro un anno con il loro contributo grafico.

Per rispondere al tema proposto dal convegno Segantini ha voluto ripartire dalla Dichiarazione di San Marino, sorta di nuovo “giuramento di Ippocrate” per gli archittetti e ingegenri per una progettazione e un’architettura urbana sostenibile e inclusiva a sostegno di abitazioni, infrastrutture urbane e città sostenibili, sicure, salubri, socialmente inclusive, rispettose del clima e circolari, siglata da UNECE e da Lord Norman Foster, primo iscritto all’Albo d’Oro degli Architetti di San Marino, nel 2022.

“Abbiamo assistito, dal Dopoguerra, ad un inaudito consumo di suolo, saccheggio di materie prime”, ha ricordato Maria Alessandra Segantini. “Ma anche ad un uso sconsiderato dell’acqua, risorsa fondamentale per la vita, e ora ci troviamo in una situazione di non ritorno. Dobbiamo lavorare avendo presente l’emergenza e la scarsità di risorse, trovare soluzioni per la decarbonizzazione nel settore dell’Industria delle costruzioni, che nell’attuale contesto è responsabile del 37% delle emissioni globali di anidride carbonica e del 30% dei consumi energetici globali”. 
Il disequilibrio ambientale è connesso a quello di giustizia sociale, con migrazioni climatiche e non equa distribuzione delle risorse del Pianeta. Entro il 2050, secondo le stime, il 70% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane. Dati alla mano, Segantini ha sottolineato che le città sono disegnate per servire il “typical male commuter” (il tipico maschio pendolare, ndr) e per questo mettono al primo posto la velocità e rinunciando ad infrastrutture inclusive e spazi pubblici lenti.
“Essere architetto ed essere donna mi aiuta a guardare la città e a trasformarla partendo dal dna femminile; cioè una persona che contemporaneamente produce valore economico, ma anche una mamma che produce potenzialità futura e infine una caregiver che si occupa di accompagnare le generazioni precedenti a concludere il loro viaggio. E, comprendendo nella mia esperienza personale queste tre figure, vorrei vedere nella città quella infrastruttura di aiuto necessaria a compiere questo lavoro complesso, senza dover perdere la ricchezza del multitasking”.

Segantini ha presentato i trent’anni di lavoro dello studio C+S Architects, che oggi dirige, mettendo “In Mano alle Donne” (il titolo della conferenza, ndr) il futuro del disegno urbano, della pianificazione e dell’architettura per restituire un mondo più sostenibile, inclusivo e giusto. Quattro i pilastri che secondo Segantini le donne possono migliorare nel mondo dell’urbanistica e dell’architettura. 
Il primo: in quanto madri, le azioni delle donne sono sempre mirate a costruire un ambiente migliore per le generazioni future, una spinta importante alle politiche di salvaguardia, sostenibilità ambientale e circolarità e favorendo il riequilibrio tra costruito e natura. 
Il secondo: in quanto caregiver la loro progettazione è sempre attenta alla inclusione delle persone più fragili, alla full accessibility, alla cura della persona e delle comunità, alla sicurezza, che sperimentano in prima persona come soggetti più deboli. 
Il terzo: in quanto esperte di multitasking sono una grande potenzialità per il design a tutte le scale, sintesi delle diverse complessità e dei contributi dei diversi stakeholders che interagiscono con i processi di trasformazione del territorio. 
Il quarto: in quanto capaci di inventare linguaggi semplici che vanno al cuore delle questioni, con empatia e capacità di ascolto le donne possono offrire al mondo dell’architettura uno strumento perché le comunità si sentano coinvolte nei processi di trasformazione urbana e del paesaggio oggi in atto nel nostro Pianeta. 

E su queste quattro tracce Segantini ha iniziato il racconto del viaggio che ha iniziato con il suo socio, Carlo Cappai quando si sono incontrati allo IUAV, ha raccontato la città di Venezia come una macchina per la raccolta dell’acqua piovana sotto le cisterne dei campi che diventa “campo” lo  spazio pubblico per eccellenza,  grazie a una grande opera di ingegneria idraulica che si trasforma in bellezza, ha raccontato la restituzione del rapporto tra terra e acqua nel progetto per l’isola di Sant’Erasmo a Venezia, gli spazi ibridi della cittadella della giustizia a Piazzale Roma il rapporto tra tradizione e innovazione all’Arsenale di Venezia e a Kortrijk in Belgio, i progetti in corso di rigenerazione urbana per la nuova GAMeC di Bergamo, per le Ex-Scuderie Reali a Tervuren, ad Aarschot e Lovanio, le torri di housing sociale a Milano, la Piazza del Cinema e ha chiuso con i recenti prototipi di scuole circolari, una sorta di Lego Ecologici e riciclabili a fine vita dell’edificio.


Luca Zanotti, Presidente dell’ordine ha dichiarato: “L’Ordine degli Ingegneri e Architetti della Repubblica di San Marino, nel solco della responsabilità assunta con la sottoscrizione della Dichiarazione di San Marino, ha voluto con tutte le forze avere come ospiti d’onore alla rassegna Archidays 2024 gli architetti Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini, infatti il grande lavoro condotto da C+S Architects è da sempre rivolto alla qualità dell’architettura, in relazione alla società e all’ambiente circostanti. Questi temi sono alla base della Dichiarazione di San Marino e sono emersi con potenza attraverso la Lectio Magistralis tenuta da Maria Alessandra Segantini, che ha perfettamente centrato gli obiettivi della nostra rassegna, intitolata “Il filo è di Arianna – La professione al Femminile”. Il nostro Ordine ed io personalmente, siamo davvero grati agli architetti Cappai e Segantini, ai quali è stata riconosciuta l’iscrizione ad honorem al nostro Albo proprio per sottolineare il grande contributo dato dalla loro testimonianza e per cementare un legame professionale e di amicizia nato proprio durante questi nostri Archidays 2024”.





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